a short film by Tino Franco, made in Italy, 2002 - 35mm (1:85) - colour - English language - 21 min.

From: "Giovanni Mongini"
To: "Tino Franco"
Subject: Ho visto Space Off
Date: Fri, 24 Jan 2003 23:23:00 +0100

Carissimo Tino Franco,
ho ricevuto la tua videocassetta con Space Off ed il suo Making e, prima di dirti cosa ne penso, lascia che ti dica questo: ho appena realizzato un libro con oltre tremila skede di films di SF, serial, corti, editi ed inediti che è uscito per la Perseo Libri di Bologa e s'intitola "La Fantascienza sugli Schermi". Ora sto realizzando un aggiornamento e vi ho appena messo la scheda del vostro corto.
Il fatto che tu abbia chiesto il mio parere e che se hai fatto quello che hai fatto e che ti ha portato a girare questo cortometraggio ricade, anche solo in parte, nella sfera delle mie responsabilità, seriamente mi onora perchè hai/avete realizzato una cosa stupenda e non solo dal lato degli effetti speciali all'altezza, se non di più, del Dark Star di Carpenter, ma hai/avete realizzato una storia comprensibile, intelligente, perfettamente recitata.
Posso permettermi due piccoli appunti? Io l'avrei fatta terminare dopo che il comandante dell'astronave dice: Immaginatevelo! Ma capisco che sia una bella soddisfazione vedere quella cretina di giornalista cacciata a calci in culo! (Non sai quante volte volevo farlo a quella del Grande Fratello!)
L'altra cosa la capisco, ma è tecnicamente grave. Cioè capisco che ti serviva direttamente per la storia ma tu sai meglio di me che non può esistere un contatto diretto con Marte, data la distanza. Passiamo sopra alla rimessa in esercizio delle sonde Viking, anzi, un'idea molto carina visto che su "Pianeta Rosso" hanno riciclato il Pathfinder", ma il collegamento diretto come se fossero nell'angolo dietro casa...la mia pignoleria e passione per l'astronautica e la missilistica, hanno protestato un pochino anche se, ti ripeto, ne capisco le motivazioni.
Per il resto complimenti, complimenti ed ancora complimenti. Ho parlato di questo filmato al mio editore Ugo Malaguti che vuole organizzare un'intervista per la sua rivista di SF Futuro Europa ed io sarò ben contento di scriverla, di parlare di te, di voi e del vostro splendido lavoro. Per cui non solo per me sarà un piacere conoscerti, ma, permettimi di dirlo, anche un onore.
Bravo, bravo, bravo.
Attendo tue notizie e passa i miei complimenti a tutti augrandovi presto di farmi vedere un film realizzato da voi...se tanto mi dà tanto finalmente l'Italia avrà il posto che le compete nel cinema di sf.

Giovanni Mongini 
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Giungera' il giorno in cui i falchi audaci
spiccheranno il volo.
Lenti, si libreranno nell'azzurro, l'occhio rivolto
all'infinito ad incontrare il sole.
- Astrotau

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"...voglio solo rimarcare come grazie alla volontà, alla tenacia e alla determinazione di un gruppo di lavoro ben affiatato anche in Italia si può arrivare a produrre, con budget assolutamente in linea a quelli di un film “mainstream”, un prodotto fantascientifico destinato ad un pubblico internazionale, visto che la pellicola, proprio in questa ottica, è stata girata in inglese, con attori americani e con una distribuzione ufficiale nel Nord America.


Lavori come questi andrebbero supportati in ogni maniera da ogni appassionato del fantastico che si rispetti, indipendentemente dai gusti o dalle proprie convinzioni sul mondo della sf, perché è con registi come Tino Franco che il nostro cinema può uscire dai confini delle solite storie nazionali e proiettarsi verso la grande distribuzione internazionale.


Un ulteriore punto a favore di Tino, grande appassionato di sf per sua stessa ammissione, oltre alla sua innata disponibilità a rispondere a ogni domanda e richiesta anche ad intervento terminato, visto che si è anche cortesemente intrattenuto anche con il sottoscritto fornendogli il materiale per lo speciale da pubblicare su 2099.it, è stata la sua permanenza fino al dopocena, immerso come noi negli eventi che si sono susseguiti sul palco... "

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2099, Deepcon Are Back

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"Come può il fracasso dell’informazione rompere il sacro silenzio che regna nello spazio profondo? La prima missione umana su Marte guidata dal capitano Thomas Lockyer (l’attore Adrian McCourt) ha un problema. Non si tratta di una dotta questione filosofica alla De Palma (o alla Lidón di Stranded) e non è neppure un grosso guaio di fantasmi che seminano il terrore tra i coloni come nell’ultimo Carpenter. Il dramma, se volete saperlo, è ritrovarsi lassù inseguiti da una stronza logorroica della televisione. Rovinarsi il momento più emozionante di tutta una vita mantenendo il contatto audiovisivo con la chiassosa Terra dopo una settimana di blackout.
Lei (Jennifer Allen) è un bulldog determinato a non mollare l’osso. Conoscete il tipo: anchor-woman di ghiaccio senza un capello fuori posto. Odiosa. Ignorante. Inopportuna. Lavora per il colosso Global Television Network e conduce il programma News on Mars dedicato all’evento. È lì per fare carriera in fretta e perché ce l’ha messa qualcuno che probabilmente avrà beneficiato delle sue specialità amatorie imbavagliandola e posizionandola a quattro zampe. Piuttosto che averla alle costole, Lockyer e il suo equipaggio preferirebbero di sicuro vedersela con un’orda di alieni cannibali o con mostri vegetali che assorbono mediante osmosi tutto ciò che di vivo riescono ad avvicinare. Particolare importante: i membri dell’astronave Centauro hanno fatto una scoperta scientifica che potrebbe risultare addirittura rivoluzionaria per il futuro dell’umanità ma alla giornalista non importa sapere di cosa si tratti esattamente.
Ho visto un corto italiano. E che gran film! Nastro d’Argento presentato a Venezia 2002 nella sezione ‘Nuovi Territori’, girato a Roma nel teatro di posa con blue-screen ‘Nel Blu Dipinto di Blu’, Space Off è il vero e proprio debutto nella regia di Tino Franco, trentottenne nato a Grosseto finora conosciuto principalmente presso gli addetti ai lavori come aiuto regista, cameraman, autore di clip per la pubblicità, produttore esecutivo. Le note biografiche ci dicono anche che è stato a Londra alla corte di MTV Europe, dove ha realizzato dei promo con Paolo Caredda, si è interessato molto alla tecnologia digitale (si vede), ha lavorato con Alessandro D’Alatri (per fortuna non si vede) e nel campo della comunicazione industriale.
Girato in 35 millimetri (1:85), Space Off è un progetto curato nei minimi particolari. Sembra uscito da Hollywood, invece è stato realizzato a casa nostra grazie allo sforzo di un team eccezionale. L’idea, prima di tutto. Poi il ritmo, la cura dei dialoghi, l’invidiabile dono della sintesi. Il confronto con le altre ‘cosucce’ passate per il XXIII Fantafestival (L’Armadio e Mummie di Gabriele Albanesi, Il Ronzio delle mosche di Dario D’Ambrosi) non si pone neanche perché Franco sa raccontare una storia con la macchina da presa in un tempo esiguo. È nato un talento!"

 
(F.V.G.) ::vai al sito::

 

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